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sabato 12 novembre 2011

Diversi comuni hanno modificato il loro Statuto inserendo il “diritto umano all'acqua", ossia l'accesso all'acqua come diritto universale, indivisibile, inalienabile e l'acqua come bene pubblico, tale per cui si afferma il principio della proprietà pubblica delle acque e del governo pubblico del servizio idrico integrato e che il Comune non ne deve fare oggetto di speculazione privatistica.
Tutti sono passati attraverso OdG o Mozioni nei quali sempre è stata espressa la volontà di osteggiare quella che strumentalmente è stata definita la "privatizzazione dell'acqua", in genere in questi documenti, oltre alla promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, si chiedeva di stabilire che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini.
A tutto ciò si aggiunge il sostegno, più o meno convinto o strumentale, di tutti i partiti di maggioranza locale al referendum sull’acqua, che poi ha sancito il principio sostenuto.
Ora, visto che la gestione del ciclo dell’acqua in Romagna è saldamente in mano al monopolista Hera ed è condotto in spregio ai principi sostenuti dai comuni, Il Consigliere Togni chiede con un interpellanza al Sindaco e alla sua Giunta cosa questi ultimi hanno intenzione di fare per invertire la tendenza nel breve o secondo i tempi di rispetto di contratti e leggi vigenti.

INTERPELLANZA
Acqua pubblica e gestione del servizio idrico integrato
PREMESSO CHE
- il recente referendum sul diritto all’acqua ha affermato alcuni principi qui sommariamente elencate:
- L'acqua costituisce un bene comune dell'umanità, un bene comune pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti;
- Il diritto all'acqua è un diritto inalienabile, l'acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti;
- il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini;
- la maggioranza politica che regge questa amministrazione ha sostenuto il referendum in questione evidenziando così una ferma convinzione della necessità di salvaguardare il diritto all’acqua pubblica e di togliere la rilevanza economica alla gestione del servizio idrico integrato
- tale servizio ora viene gestito in regime di monopolio dalla società Hera, quotata in borsa e che, per tale motivo, deve perseguire gli interessi, leggi dividendi, degli azionisti e non può garantire il principio di gestione del bene pubblico non finalizzato al guadagno, disconoscendo così l’enunciato di acqua pubblica priva di rilevanza economica,
- pur spacciandosi la società Hera per pubblica, in ragione della maggioranza societaria degli azionisti pubblici, fin’ora ha dimostrato, con l’accondiscendenza degli AATO provinciali, di non tenere in alcun conto i concetti affermati dal referendum citato,
SI CHIEDE
quali azioni questa amministrazione intende intraprendere nel breve o medio periodo, tenendo conto dei contratti in essere, della normativa nazionale, dello Statuto e delle affermazioni di principio approvate, in ordine alla necessità di sostenere la gestione pubblica dell’acqua ed eliminare la rilevanza economica che le è stata data con l’attuale conduzione da parte di Hera.









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